Da Carracci a De Chirico

DA CARRACCI A DE CHIRICO

Capolavori della collezione Croff di Ivrea

Fino al 30 maggio 2010

Torino, Fondazione Accorsi 

 

Javier Bueno, Doppio autoritrattoPer il ciclo Tesori nascosti. Capolavori d’arte in Piemonte, la Fondazione Accorsi, in collaborazione con il Comune di Ivrea e la Fondazione Guelpa espone una ventina di opere dalla collezione Croff di Ivrea. 

La storia della collezione che il mercante milanese di stoffe e di arredi Abdone Croff mise insieme fra la metà degli anni Trenta del Novecento ed il 1946, anno in cui morì prematuramente in un incidente stradale nel quale rimasero uccisi anche la moglie e il figlio, è romanzesca e le vicende della famiglia Croff ricordano quelle di altre dinastie imprenditoriali che hanno caratterizzato del Novecento italiano.

Il giovane ambulante Livio Croff, classe 1858, con il suo carrettino carico di prodotti da merceria, arrivò a Milano e incontrò Carlotta Sassi, parente di Luisa Battistoni Sassi, eroina delle Cinque Giornate, proprietaria du una merceria. Insieme avviarono e ampliarono l’attività specializzandosi in tessuti per arredamento, tendaggi e tappeti dando vita ad una una delle più floride ditte della città. Si sposarono e dalla loro unione nacquero quattro figli: Abdone (nato il 15 ottobre 1893), Carlo, Aldo e Anita. Negli anni Venti l’attività passò nelle mani dei figli Abdone e Aldo, che nel sontuoso negozio in Via Merigli esponevano, oltre a stoffe per mobili, tappezzerie, velluti e broccati, anche tappeti persiani antichi e moderni, di cui diventarono i primi importatori in Italia. 

Negli anni Trenta il negozio fu trasferito in Piazza Diaz e la ditta arrivò a contare otto filiali nelle principali città italiane, diventando punto di riferimento per il tessile d’arredo per aristocrazia, ricca borghesia industriale e antiquari. Abdone Croff iniziò ad accettare pagamenti in opere d’arte e pezzi d’antiquariato, e coltivò la sua passione per l'arte antica e moderna con la frequentazione di artisti e botteghe antiquarie del nord e del centro Italia.  

Ambrogio da Fossano, detto Il Borgognone, Cristo di PietàLa sua natura di esteta investì ogni aspetto della quotidianità, dall’argenteria per la tavola ai gioielli fatti realizzare per la moglie Adele Guelpa da celebri orafi, agli studi per i giardini e i parchi delle sue ville. “Non sono un acquirente di quadri, tanto meno un raccoglitore di firme e quelle poche opere d’arte che ho sono state acquistate con tutto l’entusiasmo, per il solo piacere dei miei occhi” scriveva Croff nel 1940 al figlio del pittore Ettore Tito, riassumendo in parte se stesso e rivelando appieno il legame delle opere collezionate per le proprie abitazioni.

Alla morte di Croff la collezione passò alla cognata, Lucia Guelpa, che nel 2003 nominò il Comune di Ivrea erede dei propri beni. 

La raccolta comprende una cinquantina di dipinti e disegni i cui autori includono Giovanni del Biondo, Neri di Bicci, Bergognone, Annibale Carracci, Giuseppe Palizzi, Filadelfo Simi, Pietro Annigoni, Xavier e Antonio Bueno, Giorgio De Chirico. L’Archivio Guelpa conserva sulle opere una ricca documentazione, che annovera carteggi con artisti, antiquari ed esperti d’arte coi quali Croff intrattenne rapporti che talvolta di trasformarono in forti amicizie, come nel caso di Pietro Annigoni, Antonio Bueno e Giorgio De Chirico. Inoltre, Croff si avvalse per la ricerca dei dipinti antichi anche di storici dell’arte del calibro di Adolfo Venturi e Bernard Berenson, nonché dei migliori antiquari e case d’aste del suo tempo. 

 La morte prematura impedì a Croff di proseguire la sua ricerca e di darle un indirizzo. Di conseguenza, la collezione non ha un filo conduttore vero e proprio, se quello della  “gioia per gli occhi”, del piacere che potevano dare i loro proprietari e. per il visitatore, anche dell'indubbio senso di vitalità che trasmette un approccio così diretto e non filtrato da elucubrazioni filologiche.   

La collezione troverà sede definitiva nel Museo Civico P. A. Garda di Ivrea.

Museo di Arti Decorative – Fondazione Accorsi

Via Po, 55, Torino

Orario

Martedì-domenica ore 10-13, 14-18:30

Lunedì chiuso

Biglietti

Museo + mostra: intero 10 euro, ridotto 7 euro

Solo mostra 4 euro

Gratuito Abbonamento Musei

Info

Tel. 011.837.688 

www.fondazioneaccorsi.it

 

 

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