DAI VINI DI BOCCA AI VINI COMUNI
Viaggio nel vino piemontese tra '700 e '800
Martedì 6 luglio ore 21
Torino, Museo Pietro Micca
La delegazione di Torino dell’ Onav ci accompagna in un viaggio nel vino piemontese tra Sette e Ottocento. Il primo appuntamento è fissato per martedi 6 luglio alle ore 21 presso la sede del Museo Pietro Micca in via Gucciardini 7a per una insolita degustazione.
L'aristocrazia e l'alta borghesia piemontese ben apprezzavano il vino che coltivavano nei vigneti che circondavano le loro dimore estive, le vigne della “montagna di Torino”. Il Chiaretto piemontese era ottenuto da uve nere, e quella consigliata era il Nebbiolo.
La someglieria della corte dei Savoia serviva due qualità di vino: quello "di bocca" riservato al duca e ai suoi ospiti, e il vino "del comune" destinato al personale: il “vino claretto di Moncalieri” citato anche in un poemetto che il conte Ludovico D’Agliè scrisse intorno al 1610 era uno di questi. Nelle cantine di corte erano anche presenti vini importati dalla Spagna, dalla Francia, dalla Liguria e dal Regno di Napoli.
Torino era sede della Società Agraria (fondata nel 1785), di cui facevano parte personaggi come Cavour, Giuseppe di Rovasenda e che disponeva di un orto sperimentale alla Crocetta in cui si tenevano lezioni di innesto e concimazione. L'orto e il mercato del vino in Piazza Carlina hanno avuto un ruolo fondamentale per il progresso ed il perfezionamento di questa coltura.
Giusi Mainardi e Pierstefano Berta, storici e giornalisti, parleranno della viticoltura del periodo proponendo in assaggio di due vini, Chiaretto e Freisa, mentre le guide dell’Associazione "Amici del Museo Pietro Micca e dell'Assedio di Torino del 1706" illustreranno brevemente il Museo e ci accompagneranno nella visita della rete di gallerie.
Si tratta di una apertura straordinaria del Museo per i soci Onav.
È obbligatoria la prenotazione al numero 335 1317736 (dalle 18 alle 20).
Il costo per persona è di 15 euro.